Capo II - Istituti della partecipazione - .: COMUNE DI ROVERBELLA (MN) :.

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Titolo VI - PARTECIPAZIONE POPOLARE

Capo II - Istituti della partecipazione

Art. 55 - Consultazioni

 

  1. Il Comune, nel procedimento relativo all'adozione di atti che interessano specifiche categorie di cittadini o aventi carattere generale, può procedere alla consultazione delle categorie interessate, anche su loro richiesta, o direttamente, o indirettamente, interpellando i rappresentanti delle categorie stesse.

  2. Il comma 1° non si applica nell'adozione delle tariffe, di atti relativi a tributi e di altri atti per i quali la Legge o Statuto prevedono apposite forme di consultazione.



 

Art. 56 - Interrogazioni

  1. I Cittadini, le Associazioni, i Comitati ed i soggetti collettivi in genere, possono rivolgere al Sindaco interrogazioni con le quali chiedono ragioni su specifici aspetti dell'attività dell'Amministrazione.

  2. La risposta all'interrogazione viene fornita entro il termine massimo di giorni 30 dal Sindaco, o dal Segretario, o dal dipendente responsabile a seconda della natura politico-amministrativa o gestionale dell'aspetto sollevato.

 

Art. 57 - Petizioni

  1. Tutti i cittadini possono rivolgersi, in forma collettiva, agli Organi dell'amministrazione per sollecitarne l'intervento su questioni di interesse generale o per esporre comuni necessità.

  2. La petizione è esaminata dall'organo competente entro 90 (novanta) giorni dalla presentazione.

  3. Se il termine previsto dal comma precedente non è rispettato, ciascun Consigliere può sollevare la questione in Consiglio, chiedendo ragione al Sindaco del ritardo o provocando una discussione sul contenuto della petizione.

  4. La procedura si chiude in ogni caso con un atto espresso, di cui è garantita al soggetto proponente la comunicazione

 

Art. 58 - Proposte

  1. L'iniziativa popolare per la formazione di Regolamenti comunali o di provvedimenti amministrativi di carattere generale si esercita mediante la presentazione al Consiglio Comunale di proposte redatte, rispettivamente, in articoli o in uno schema di deliberazione.

  2. La proposta deve essere sottoscritta da almeno un decimo (1/10) dei residenti al 31 dicembre dell'anno precedente ed aventi la maggiore età.

  3. Sono escluse dal diritto di iniziativa le seguenti materie:

    1. revisione dello Statuto;

    2. tributi, tariffe e bilancio;

    3. espropriazione per pubblica utilità;

    4. designazioni e nomine;

 

Art. 59 - Procedura per l'approvazione della proposta

  1. La Commissione Consiliare, alla quale il progetto di iniziativa popolare viene assegnato, decide sulla ricevibilità ed ammissibilità formale delle proposte e presenta la sua relazione al Consiglio Comunale nel termine di 90 (novanta) giorni.

  2. Il Sindaco è tenuto a sottoporre al Consiglio Comunale la proposta di iniziativa, che dovrà essere corredata dal parere dei Responsabili dei Servizi interessati e del Segretario, nonché dell'attestazione relativa alla copertura finanziaria, entro 60 (sessanta) giorni dalla relazione della Commissione.

 

Art. 60 - Referendum

  1. Il Consiglio con deliberazione a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati, o un terzo (1/3) degli elettori del Comune può richiedere, su materie di esclusiva competenza comunale, Referendum.

  2. La richiesta di iniziativa popolare va presentata dal Comitato promotore, composta da cittadini iscritti nelle liste elettorali, al Segretario Comunale, che provvede alla verifica della regolarità degli atti.

  3. Il Comitato dei promotori del Referendum può concordare con l'Amministrazione il quesito referendario.

  4. Qualora la proposta referendaria venga accolta autonomamente con esplicito atto dell'Amministrazione Comunale il Referendum non ha luogo.

  5. I Referendum non possono coincidere con altre operazioni di voto.

  6. Le modalità di richiesta, l'indizione e lo svolgimento delle attività referendarie sono disciplinati da apposito Regolamento che prevederà anche la partecipazione ed il controllo del Comitato promotore.

  7. Sono escluse dall'esercizio del diritto di iniziativa popolare referendaria le seguenti materie:

    1. revisione dello Statuto;

    2. tributi e tariffe locali;

    3. espropriazioni per pubblica utilità;

    4. designazioni e nomine;

    5. materie amministrative regolate da leggi statali o regionali;

    6. materie comunque riguardanti persone quali elezioni, nomine, designazioni, revoche, decadenze;

    7. materie riguardanti il Segretario, il personale sia del Comune che degli Enti Comunali;

    8. la tutela dei diritti di minoranze etniche o religiose;

    9. materie già fatte oggetto di consultazione referendaria dopo le ultime elezioni comunali.

  8. Qualora l'accoglimento del Referendum comporti onere a carico del bilancio, la richiesta di Referendum deve indicare le risorse con cui farvi fronte.

  9. Il Consiglio Comunale è tenuto ad esaminare entro sessanta (60) giorni dalla data della presentazione la proposta di iniziativa popolare referendaria, a pronunciarsi a maggioranza assoluta sull'ammissibilità ed in caso affermativo a realizzare la consultazione entro i sessanta (60) giorni successivi dall'esecutività della delibera e comunque nei periodi previsti dal successivo art. 66.

 

Art. 61 - Principi generali per l'attuazione del Referendum

  1. Il Referendum viene effettuato in uno dei seguenti periodi: marzo - aprile; ottobre - novembre, in un solo giorno festivo, dalle ore 8,00 alle ore 20,00.

  2. Qualora vi sia urgenza di conoscere i risultati della consultazione popolare, il Consiglio Comunale può autorizzare l'effettuazione del Referendum anche in altri periodi dell'anno.

  3. Il Referendum non può aver luogo nell'anno in cui sono previste le elezioni comunali.

  4. Hanno diritto al voto i soggetti residenti aventi il requisito di elettore, maggiori di età il giorno della consultazione elettorale.

  5. Il Referendum è valido se ha partecipato al voto la maggioranza degli aventi diritto, ivi comprese le schede bianche e nulle.

  6. Il quesito referendario si intende accolto qualora abbia conseguito la maggioranza dei voti validamente espressi.

  7. Il Consiglio Comunale entro 60 giorni dalla proclamazione del risultato adotta i provvedimenti conseguenti di sua competenza.

  8. Il mancato accoglimento delle indicazioni risultanti dal voto favorevole espresso con la consultazione referendaria deve essere adeguatamente motivato con deliberazione.